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domenica 3 febbraio 2013

Barchette di patate con bacon e panna acida




La ricetta di oggi viene dagli Usa, ed è una delle cose mangerecce che più mi fa sentire la nostalgia degli States. In realtà sono molte le cose, a partire dagli onion rings come side dishes, o i fantastici pomodori verdi fritti, che mi riportano laggiù, ma chi è stato almeno una volta in un qualsiasi posto degli Stati Uniti sa bene che non c'è B-B-Q o piatto di carne in ristorante che non venga accompagnato dalle skin potatoes.
E' una ricetta semplice, che ha il vantaggio, per chi è pigro come me, di non dover pelare le patate prima della preparazione. Bisogna scegliere delle ottime patate, sode, regolari e di dimensioni medio/piccole. Anzicchè pelarle si passano velocemente sotto l'acqua, e poi si asciugano con un panno ruvido, che aiuterà anche a pulirne per bene le bucce. Ma vediamo come prepararle:


Ingredienti per 4 persone

6 patate medie. se si devono comprare apposta, quelle rosse sono ottime
1 etto di bacon affumicato a fette (ma vanno benissimo i classici cubetti)
1 tazza di panna acida
Erba cipollina
Olio evo, sale e pepe.


Preparazione

Innanzitutto pulite per bene le patate come scritto sopra. Poi mettetele in una pentola capiente, coperte di acqua fredda salata e portare a bollore. Dopo 10 minuti scolatele e lasciatele raffreddare.

Una volta raffreddate, tagliatele con cura a metà nel senso della lunghezza, e con un cucchiaino svuotatele leggermente di un pò della polpa, per ottenere delle barchette.
Condite queste barchette con poco olio, che avrete cura di fare aderire bene in tutto il fondo. 
In una terrina mescolate la polpa delle patate scartata, schiacciata con una forchetta, il bacon precedentemente passato a dorare in una padella, la panna acida, l'erba cipollina. Salate e pepate.

Farcite ogni barchetta con questo composto ed infornate a forno bel caldo (180°-200°) per circa 15 minuti, avendo cura di bucare una patata per verificare che sia cotta bene.

Potete anche spargere dell'edamer grattugiato sulle patate; in questo caso aspetterete che il formaggio sia fuso e inizi a dorare.
Guarnite con prezzemolo se volete (io non lo farei mai!) e servite caldissime.

E sapete che vi dico, non credo sia neanche un pasto troppo grasso. Sì, vabbè, non è leggero, ma il bacon si fa sgrassare prima (ed è comunque pochissimo), e la panna acida si può anche comprare lowfat.
E comunque sono buone buone buone, e sono sempre i sensi di colpa, quelli che fanno ingrassare!
Buon appetito!


martedì 22 gennaio 2013

Carciofi alla romana


Il giro di boa dell'anno l'abbiamo fatto, e la primavera è davanti a noi, anche se difficile da sentire in questi giorni freddi e bagnati.
Possiamo comunque approfittare dell'apparizione dei primi carciofi; li ho comprati titubante, perché un po' prematuri, ma con mia grande sorpresa avevano sapore e consistenza! Sul come farli non ho avuto neanche un attimo di dubbio: il carciofo romanesco o è alla "giudia", ma non mi andava di friggere, o alla "romana", e un po' di mentuccia nel vaso ancora c'era...


Ingredienti per 4 persone

6 carciofi romaneschi (ovviamente cimaroli! E sì, 6; uno a persona mi pare poco...)
3 spicchi d'aglio non grandi
Qualche ciuffetto di mentuccia romana
Sale, pepe, peperoncino
Olio evo


Preparazione:

S'inizia ovviamente "capando" i carciofi: tagliate i gambi, conservandone un pezzetto, quello più vicino al cuore, da cuocere insieme ai carciofi. Tagliate gran parte delle punte con un coltello ed eliminare le foglie esterne più dure.
Immergete i carciofi e i gambi in acqua fredda nella quale avremo spremute un paio di limoni, per evitare che anneriscano, nel frattempo che pulite l'aglio.

Asciugate bene i carciofi, e fateli "rotolare" sul piano di lavoro, avanti e indietro, premendo leggermente ma con decisione, per "sfogliarli". Allargate bene le foglie, soprattutto le centrali, per creare lo spazio per i condimenti.
Nel centro di ogni carciofo mettete due piccoli pezzi d'aglio, un ciuffetto di mentuccia, sale e peperoncino a piacere e gusto.

Una volta farciti tutti carciofi, sistemateli in una pentola, o una padella con i bordi alti, a testa in giù. Disponete attorno i pezzetti di gambo ben puliti in verticale.

Versate nella pentola abbondante olio buono e un pò di acqua calda. Aggiungete ancora sale.

A questo punto, per ottenere una cottura omogenea e più veloce, tagliate un foglio di carta da forno che copra bene la pentola; bagnatelo bene e strizzatelo, e poi mettetelo tra la pentola ed il coperchio, accertandovi che questo chiuda bene. Si otterrà così un'ottima cottura a vapore che preserva odori e spaori del carciofo.

Mettete la pentola sul fuoco e portate a cottura, da verificare con una forchetta; il tempo dipende dalla grandezza del carciofo.
Io non giro il carciofo, se non nei minuti finali. in questo modo la parte superiore, a contatto con il fondo della pentola, si abbrustolisce e diventa croccante e ottima! Solo alla fine li capovolgo sul fondo per gli ultimi minuti. I gambi invece dopo un pò li adagio sul fondo e giro poi almeno una volta.


La ricetta è semplice, e la preparazione è veloce. Anche se tipicamente pasqualino, il carciofo non sfigura mai su nessuna tavola, e nell'attesa che inizino le sagre (Sezze e i suoi cimaroli famosi in testa, domenica 21 aprile la quarantaquattresima edizione, prendete nota!) provate questa ricetta, e portate avanti le sane tradizioni romane!


ps: Dalla fine del 2011 a Nettuno, in piazza del Mercato (via Vittorio Veneto, 9, per la precisione) ha aperto "Peccati di gola, di Sofia e Filippo". Pasta all'uovo, lasagne pronte di tutti i tipi, verdure, polli, dolci e torte da lasciare a bocca aperta e...stomaco pieno! Sofia usa per cucinare l'unico ingrediente che o ce l'hai, o nessuno te lo darà mai: la passione! E si sente, e si vede!
E' suo il consiglio/trucchetto della carta forno tra pentola e coperchio, e visto l'incredibile risultato ve l'ho passato. E credetemi: se state in zona litorale sud fatevi un giro, e fate "Peccati di gola"!!! 

venerdì 12 ottobre 2012

San Francesco e le mie torte rustiche


Iniziamo questo post nel modo più francescano possibile: Pace e bene a voi!
Come immagino sappiate il 4 ottobre si festeggia san Francesco, che a parte tutte le varie derive che ha preso nel corso dei tempi (patrono dell'ecologia, degli animali...), è patrono d'Italia e sopratutto fondatore del mio Ordine, i frati minori; per noi è perciò un gran giorno di festa. Quest'anno, per la prima volta, abbiamo festeggiato nella nostra borgata di Roma, Torre Angela, con il triduo di preparazione, il transito (il momento della sua morte) la sera del 3, e la messa per la solennità il pomeriggio del 4. Abbiamo infatti colto l'occasione dei festeggiamenti per una sorta di presentazione ed ingresso ufficiale nella nuova zona pastorale della parrocchia dove stiamo traslocando proprio in questi giorni.
La celebrazione del Transito di s. Francesco
Quindi, in particolare per la sera del transito, grande festa, con veglia di preghiera alle 21:00 e, veniamo a noi, buffet a fine celebrazione. Alcune cose le abbiamo comprate, chè tra trasloco e preparazione alle celebrazioni il tempo non era molto. Ma per non perdere abitudine ed elasticità, la mattina del 3 mi sono messo a produrre torte rustiche in quantità industriale, approfittando ovviamente della pasta frolla e pasta brisèe già pronta. Vi posto alcune delle idee, le più sfiziose, che ho preparato; ho preso ispirazione girando su internet, e modificando poi le ottime ricette che trovavo. Non ho foto della preparazione per la fretta, ma credo che la foto del titolo, col risultato finale, la dica lunga...
Un abbraccio e buone cucinate a tutti!


Torta speck, funghi e brie

Innanzitutto trifolate 600 gr di misto funghi surgelati con poco olio ed uno spicchio d'aglio.
Mentre i funghi raffreddavano stendete la pasta, in questo caso brisèe rotonda, e dopo averla stesa alzandola sui bordi, foderate il fondo con fettine di speck.
Disponete sullo speck i funghi e cubetti di brie in gran quantità (quasi 400 gr), e bagnate il tutto con 150 ml di panna da cucina.
Ho infornato a 180° per mezz'ora circa.


Torta broccoli e provola

Semplicissima, anche grazie ai soliti broccoli surgelati, che dovete lasciar scongelare dopo averli sbollentati per appena 2 minuti.
Una volta ben scongelati i broccoli, conditeli con un filo di olio, sale e pepe, e disponeteli nella solita teglia foderata di pasta sfoglia.
Adagiate sopra le fettine di provola affumicata, ripiegate verso l'interno i bordi della frolla, e infornate a 175° col forno ventilato per 40 minuti, controllando comunque sempre la cottura della pasta.


Torta ricotta e spinaci

La più classica, semplicissima: cuocete 500 gr di spinaci (anche meno) in poca acqua e fateli raffreddare e tagliateli. Come al solito vanno benissimo surgelati, veloci e già tagliati.
In una terrina mettete gli spinaci tagliati, aggiungete 250 gr di ricotta e 100 di philadelfia (che lega e ammorbidisce il tutto) ed un uovo.
Mescolate per bene, anche con le mani.
Salate, pepate, profuamte con poca noce moscata, e mescolate ancora.
Versate il ripieno dentro uno stampo rettangolare su cui avrete steso la pasta brisèe.
Ripiegate i bordi della pasta verso l'interno, alzando gli angoli per un bell'effetto post-cottura, ed infornate a 180° per 25-30 minuti.

Buon appetito!
La meravigliosa torta che la sorella di frà Marco ci ha preparato per il pranzo del 4 !


La nostra nuova cucina...
ps: dopo il pomeriggio di ieri, lungo 6 ore, da Ikea, oggi abbiamo montato la cucina nuova nella nostra nuova casa. grandi magnate si prospettano...


sabato 30 giugno 2012

Fagiolini al pesto di aglio, alici e mentuccia

Post veloce e facile oggi pomeriggio. Io non son un grande amante delle verdure, ma se proprio deve essere, che siano i sapori ed i profumi della mia infanzia. Questa ricetta mi riporta indietro negli anni, quando mio madre, e mia nonna prima di lei, pestavano nel mortaio di legno gli ingredienti per condire i fagiolini. E mi torna in mente, ogni volta che la preparo, la gioia delle prime volte in cui l'onore (poi capii che era onere) di pestare toccava a me: i miei primi passi tra le ricette!
E' una preparazione classica nelle nostre zone, caratteristica anche per l'uso della mentuccia, insostituibile (meglio non mettere niente).


Ingredienti:

1 kg e 1/2 di fagiolini puliti
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai di aceto
6-8 filetti di alici sott'olio
2-3 rametti di mentuccia romana
olio evo
sale

Preparazione:

La ricetta, ovviamente, è tutta nel condimento: dopo aver lessato i fagiolini mettete nel mortaio l'aglio diviso in due, l'aceto, 4-5 filetti di acciughe spezzettati, la mentuccia, lasciando da parte qualche fogliolina.
"Pistate" bene e velocemente, aggiungendo dopo un primo momento un filo d'olio per amalgamare meglio il composto.
Condite con questo pesto i fagiolini, aggiungendo l'altro olio necessario, il sale, i rimanenti filetti di alici spezzettati grossolanamente, le foglioline di mentuccia.
Lasciate riposare in frigorifero fino al momento di servire in tavola.


La mentuccia romana
Come tutte le preparazioni in cui il condimento è la chiave, prima condite i fagiolini, più riposano, meglio è. Il mortaio sarebbe d'obbligo nella ricetta, ma se non doveste averlo, potete frullare gli ingredienti in una tazza con un frullatore ad immersione, dando dei colpetti brevi per creare una poltiglia non troppo liquida.

Mi raccomando: la mentuccia, o niente! 

Un pò di verdura fresca e profumata, per combattere questa fine giugno sotto il segno di Caronte! Buon'appetito.

giovedì 26 aprile 2012

Broccolo romano con uvetta e mandorle


La Pasqua è alle spalle mentre i chili attentamente accumulati durante le feste ci tengono sempre compagnia; questi sono i grandi misteri e le ingiustizie della vita. Vogliamo aggiungerne un'altra? L'estate è alle porte! Ora, non è che uno deve essere ossessionato dal fisico (e di certo non lo sono io...), ma neanche sia che con il periodo delle t-shirt si venga fermati all'uscita dei supermercati, perché il rigonfiamento che ci accompagna viene scambiato per refurtiva e non per adipe!
Vabbè, questo per dire che i sensi di colpa, gli unici veri amici dei grassi, sono molti, e siccome anche la voglia di cucinare non diminuisce, bisogna sbizzarrirci in ricette fantasiose ma/e salutari. Scoprendo tra l'altro e piacevolmente come una cosa non escluda l'altra. Prendiamo la ricetta che ho fatto oggi a pranzo per esempio: avevo due bistecche da ammazzare ai ferri, e uno bel broccolo romano che però non mi andava di fare semplicemente lesso. Apro la credenza ed in bella vista, che mi implorano di usarle, cìerano due bustine di uva sultanina e di mandorle pelate. Non so resistere ai lamenti del cibo e ben felice le ho coinvolte in questo piatto dai sapori delicati ed equilibrati, un agrodolce che stuzzica per bene il palato e, udite udite, grazie alle vitamine del broccolo e ai molti benefici della frutta secca, sembra faccia benissimo. Ecco a voi come realizzare questo piatto:


Ingredienti per 4 persone:

1 broccolo romano grandicello
mezza tazza di uva sultanina
100 gr di mandorle spellate
2-3 filetti di alice sottolio
olio evo
2 cucchiai di aceto bianco di vino
sale e pepe.

Preparazione:

Iniziate col pulire il broccolo e separare le cimette. Una volta ben lavate, mettetele a cuocere per una decina di minuti in acqua bollente e salata. Il tempo di cottura dipende anche dalla consistenza che desiderate per la preparazione finale: 10 minuti sono il minimo per avere le cimette ancora belle sode e croccanti ma non crude; a chi piace che il broccolo sia più sfatto (a me non dispiace, per esempio), cuocete 5 minuti in più, e magari verificate la cottura con una forchetta.
Intanto fate rinvenire l'uva sultanina in acqua calda, e tostate le mandorle facendole saltare per qualche minuto in una pentola antiaderente.
Quando il broccolo sarà cotto, scolatelo, e mentre aspettate che perda tutta l'acqua per bene, mettete poco olio evo in una padella capiente, coni filetti di alice spezzettati.
A fiamma vivace, aspettate che le alici siano completamente sciolte, e buttate dentro le cime del broccolo. Fate saltare a fiamma viva per qualche minuto.
A questo punto spruzzate le verdure con l'aceto, lasciate sfumare bene e aggiungete l'uva sultanina strizzata e le mandorle tostate, che se preferite potete tagliare a metà.
Fate amalgamare il tutto e continuate a cuocere saltando bene e spesso per 2-3 minuti ancora.
Spegnete la fiamma, regolate di sale e pepe, servite tiepido.
Ecco qua, una carica di vitamine che aiuta ad affrontare il cambio di stagione, sopratutto in questo momento metereologico in cui non si capisce bene come vestirsi, e nel quale, come dicono le nonne "ci si frega subito". Il nostro broccolo romano, come potete leggere su Alimentipedia cliccando qui, oltre ad avere un contenuto di calorie ridicolo, 25 per 100 gr, è ricco di vitamina C, calcio, è considerato una verdura altamente antitumorale; tra le altre cose non ha glutine, ottimo per i celiaci.
Quindi, visto che siamo ai margini della sua coltivazione e fra poco non si dovrebbe trovare più (condizionale d'obbligo), sbrigatevi a procurarvi il vostro broccolo, e correte incontro all'estate!

giovedì 22 marzo 2012

Peperoni e cipolle rosse in agrodolce


Oggi, complice la primavera arrivata, una bella ricetta colorata e profumata. Protagonisti, ancora una volta, i peperoni, che tanto successo hanno riscosso nel loro precedente post come Peperoni ripieni. Oggi sono giustamente accompagnati da belle e fresche cipolle rosse, dolci e delicate, il tutto cotto molto a lungo in un agrodolce creato con aceto di vino rosso, zucchero di canna e miele. Vediamo bene come fare.


Ingredienti per 6 persone:

5 peperoni grandi, di diversi colori
5 cipolle rosse
un dado da cucina
un bicchiere di aceto di vino rosso
un cucchiaio abbondante di zucchero di canna
un cucchiaino di miele di acacia
un cucchiaino di salsa Habanero o Tabasco


Preparazione:

La parte più lunga di questa preparazione, e anche la più scocciante, è quella relativa alla pulitura ed affettatura di cipolle e peperoni: entrambi dovranno essere ben mondati (attenti alle mani tinte di rosso dalle cipolle) e tagliati a listarelle sottili.


Una volta tagliate le verdure, iniziate col mettere in una pentola molto capace le cipolle, in poco olio evo. Fatele cuocere per qualche minuto a fuoco vivo, e quando vedete che stanno ad un passo dalla doratura, aggiungete un pò di acqua calda per fermare il soffritto, ed iniziate a stufarle.


Intanto magari potete finire di affettare i peperoni, 


e quando le cipolle sono bene appassite, aggiungete le listarelle di peperoni.
All'inizio sarà tutto molto ingombrante, quindi dovete piano piano girare per iniziare subito a farli amalgamare con le cipolle. Coprite con il coperchio giusto e dopo qualche minuto girate bene i peperoni, che avranno iniziato a perdere volume. 


Dategli tempo di tirare fuori l'acqua, e quando questa si sarà asciugata (ci vorrà un pò, sopratutto perché coperti) aggiungete un bicchiere di acqua bollente, un dado, mescolate e coprite di nuovo. 
Avendo cura di girare ogni tanto aspettate 10/15 minuti, e quando anche quest'acqua si sarà asciugata aggiungete un bel bicchiere di aceto nel quale avrete fatto sciogliere benissimo un cucchiaio colmo di zucchero di canna. mettete anche un pizzico di sale e mescolate. Lasciate scoperto per qualche minuto per far evaporare l'aceto poi coprite di nuovo e fate cuocere coperto per altri 10 minuti. 


Dopo questo tempo scoprite, ed iniziate a far asciugare bene le verdure: andranno mescolate più spesso, anche se, nel caso si attaccassero un pò, la crosticina del peperone è eccezionale. 
Quando vi accorgerete che il liquido è quasi del tutto asciutto, aggiungete il cucchiaino di miele e quello di salsa piccante, e mescolate bene, per far caramellare col miele peperoni e cipolle. 


Ora basta aspettare che il piatto sia cremoso ma non più bagnato, ed il gioco è fatto!


Che dite, con questo sole e queste temperature più dolci, potremmo dire che la primavera è arrivata? Noi nel dubbio iniziamo a preparare piatti che almeno la portino in tavola. Certo, la mitologia vuole che un piatto di peperoni e cipolle leggero non sia (e non lo è...) però vedere tutto quel rosso, quel giallo, e sentire quel profumo, fa pensare ai prati, alle scampagnate. Poco importa se nelle scampagnate non possiamo correre perché...a panza piena! E poi un bel piatto vegetariano fa felici molte persone, a partire dalla mia adorata Simonetta!

Fatemi sapere e pace e bene a tutti!

domenica 26 febbraio 2012

Cipolline in agrodolce con confettura di zenzero


Complici due confezioni di cipolline borettane già pulite trovate nel frigorifero (e che neanche ricordavo di aver comprato), per stasera ho cucinato questo piatto delizioso. E semplice e veloce, e per non farmi troppo abituare a post lunghi e poetici, stavolta vi beccate la ricetta nuda e cruda (che gioco di parole banale...).
Il tocco di poesia c'è comunque, perché stavolta le ho fatte con una variante rispetto alla mia ricetta usuale: la mia amica Yrma di Afiammadolce (avete già visitato il suo bellissimo blog?), commentando i miei quadrucci coi piselli, mi ha suggerito di uccidere il raffreddore con tisane allo zenzero. Io, che sono un bambino e mi fisso per tutto, ho iniziato a sognare e odorare lo zenzero ovunque, ma a casa ho trovato solo una meravigliosa confettura di zenzero. E allora, presto detto: le mie cipolline borettane in agrodolce, che solitamente preparo con la confettura di albicocche, sono state modificate. Che zenzero sia! Le mangeremo per cena, ma ovviamente le ho già assaggiate: funziona tutto alla perfezione! L'aroma leggermente piccante dello zenzero incontra perfettamente la cipollina. Allora, ecco come preparare questa ricetta, e in mezz'ora, fare un figurone con chiunque:


Ingredienti per 6/8 persone:

600 gr di cipolline borettane (io le ho comprate già pelate, e non è poco!)
2 cucchiai di confettura di zenzero
1/2 bicchiere di aceto balsamico
1 cucchiaio di miele d'acacia
1 bicchiere d'acqua calda
sale e pepe.


Preparazione:

Iniziate facendo dorare le cipolline in olio evo, in una padella abbastanza larga da contenerle tutte in uno strato.

Quando sono colorite, aggiungete la confettura di zenzero; aspettate che si sciolga e fate insaporire per un pò le cipolline.


A questo punto aggiungete il mezzo bicchiere di aceto balsamico in cui avrete sciolto il miele. dopo un paio di minuti aggiungete il bicchiere d'acqua calda, salate e portate a cottura in circa venti minuti.


Prima di servire correggete di sale se serve e spolverate di pepe nero macinato al momento.

Le vostre cipolline sono pronte, ottime per accompagnare arrosti o carni a lunga cottura, ma eccezionali anche con formaggi, per i quali la confettura fa da ponte perfettamente.

Io utilizzo spesso le confetture per accoppiamenti culinari poco usati dalle mie parti. Per esempio l'altro giorno abbiamo mangiato le classiche pepite di pollo fritte. C'erano amici ospiti, tutto molto informale, e per rendere le pepite meno...scontate, le ho servite con delle ciotoline di confettura di lamponi. Eccezionali!
Provate e fatemi sapere.

Quadrucci coi piselli



Il Terminillo da Fontecolombo
Ho passato due giorni nella bellissima valle reatina, valle detta Santa per la presenza di san Francesco, che qui ha passato molto tempo della sua vita, abitando in particolare quattro luoghi che sono tutt'oggi quattro dei più bei santuari francescani che potrete mai visitare. Si pensa troppo spesso che per respirare il francescanesimo e la pace, bisogna andare ad Assisi; questi santuari attorno a Rieti, ai piedi del Terminillo e a poco più di un'ora di macchina da Roma, sono non solo una valida alternativa, ma costituiscono pagine di memoria francescana bellissime. Il santuario di Poggio Bustone, dove san Francesco ha ricevuto da un angelo l'assicurazione del perdono
Il cimitero di Fontecolombo
dei suoi peccati; il santuario della Foresta, dove ha alloggiato malato ospite del sacerdote del luogo; il più famoso, Greccio, dove nel Natale del 1223, per vedere con i suoi occhi la povertà in cui nacque Cristo, ha realizzato la prima  riproduzione vivente di quello che poi, dalla storia, verrà ricordato come il presepe; e, ultimo ma per me il più bello, il santuario di Fontecolombo, dove Francesco scrisse la regola di vita che è ancora oggi la regola di noi frati. Sono posti che vale la pena visitare, credetemi, sia spiritualmente che turisticamente; posti che  ancora parlano di una semplicità e genuinità di vita che fece innamorare Francesco. Per i più coraggiosi, non che sia poi una faticaccia, i quattro santuari sono collegati da un percorso che si fa a piedi in quattro giorni, uno per ogni santuario, con la possibilità di essere ospitati dai frati nei conventi: il Cammino di Francesco. Io l'ho fatto e vi assicuro che si attraversano luoghi meravigliosi in bellissime passeggiate.
La chiesa di Fontecolombo
Proprio la semplicità di questi posti, insieme a un clima non più freddissimo ma umido, mi hanno fatto venire voglia oggi di una bella minestra seria, qualcosa che rimandi alla nostra tradizione contadina, che sazi, che scaldi il cuore e il corpo, e che soprattutto allievi un pò questo raffreddore-bronchite che mi sta rompendo.

Fontecolombo, ingresso del santuario.
Fontecolombo, cappella della Maddalena.









E allora, ancora dal ricettario della mia famiglia, ecco un'ottima pasta e piselli, da mangiare con i quadrucci all'uovo, magari fatti a mano. Vi dico come prepararla:


Ingredienti x 4/6 persone:

250-350 gr. di quadrucci all'uovo (quantità standard che io aumenterei senza problemi...)
300-400 gr. di piselli (vanno benissimo surgelati, ma fra qualche tempo quelli freschi daranno un senso tutto nuovo alla minestra);
Battuto per soffritto;
2 cucchiai di passata di pomodoro;
1 dado;
sale e pepe.


Preparazione:

Innanzitutto iniziate con un bel soffritto saporito. Quando gli odori saranno coloriti ma non bruciati, aggiungete due cucchiai di passata di pomodoro, e fate insaporire nel soffritto.
Aggiungete ora due bicchieri di acqua bollente, il dado e una bella ed abbondante macinata di pepe fresco.
Dopo un paio di minuti aggiungete i piselli, e fateli ben insaporire ancora per un pò.
Aggiungete l'acqua calda, regolandovi nelle quantità con le persone, portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere la minestra a fuoco medio-basso a lungo, finché i piselli non siano teneri e il brodo saporito, correggendo di sale se necessario.
Cuocete nella minestra i quadrucci e servitela bollentissima, aggiungendo a gusto altro pepe finale.

Ecco qua, un altro piatto semplice, ma che da gusto ad ogni pranzo e cena; e che, nonostante il freddo sembra essere andato, può ancora scaldare le nostre cucine, e profumare di primavera anticipata.
Buon appetito!

Il Tau nella cappella della Maddalena, disegnato, secondo la tradizione, da san Francesco


ps: Stavolta, anzicchè le foto della preparazione, vi ho postato alcuni scatti fatti in questi giorni a Fontecolombo. Spero vi piacciano! Se avete bisogno di altre informazioni sulla Valle Santa e sui santuari francescani di Rieti, contattatemi senza problemi!

giovedì 23 febbraio 2012

Peperoni ripieni


Dopo qualche giorno di silenzio (solitamente i silenzi corrispondono ad impegni o esami; stavolta erano esami...) eccomi di ritorno, con un'ispirazione presa direttamente oggi al supermercato. Non so voi, ma io non riesco a resistere quando vedo dei bei peperoni colorati, carnosi e regolari: la mente va automaticamente al peperone ripieno!
Io mangio poca verdura, ma mangerei peperoni sempre e ovunque; questa ricetta, insieme ai peperoni arrostiti conditi con olio, aglio e capperi, è la mia maniera preferita di cucinarli e, è naturale, di mangiarli! 
Anche in  questo caso attingo dal ricettario della memoria: è uno dei piatti di mia nonna che porto nel cuore, ed il solo annusare l'odore del pangrattato che cuoce nel cuore giallo o rosso di un peperone mi fa viaggiare nel tempo. La regina dei peperoni imbottiti resta mia zia Antonella, che ha ereditato la ricetta dalla madre, e devo dire, caso più unico che raro, non c'è differenza sostanziale fra l'antico sapore nonnesco e la riproduzione ziesca.
In più, sono felice di postare una ricetta vegetariana, come mi ha chiesto un mio follower di Twitter, @uno_in_ricerca, anche se lo dico e lo ribadisco qua: io sono un carnivoro, né pentito, né, dubito, convertibile!
Approfittiamo comunque di questa botta vegetariana, dedicata a @uno_in_ricerca, e vediamo come si preparano i peperoni ripieni, la mia cena di stasera:


Ingredienti per 4 persone:

4 peperoni grandi e colorati;
320 gr. di pangrattato;
2 spicchi d'aglio piccoli tritati;
250 gr. di olive nere di Gaeta;
un pugno di capperi sotto sale;
olio di semi, sale e pepe.


Preparazione:

Innanzitutto preparate i peperoni. Dovete comprarli i più regolari possibile, magari con un fondo piatto che permetta loro di rimanere bene in piedi nella teglia da forno. Sceglieteli ovviamente carnosi, non ammaccati, e di colore diversi per un miglior effetto finale.
Tagliate la parte superiore con il picciolo e tenetela da parte, puliteli delicatamente delle parti bianche interne, dei semi, sciacquateli bene e fateli scolare capovolti.
Snocciolate le olive (di Gaeta, mi raccomando, fanno assolutamente la differenza!) e tritatele grossolanamente; Sciacquate bene i capperi;
Unite l'aglio tritato, i capperi, le olive e il pangrattato, e aggiungete olio di semi, finché il composto non risulti morbido.
Mescolate bene il composto, salate e pepate, ed utilizzatelo per farcire ogni peperone per circa i 2/3 della loro grandezza (se fossero molto grandi potreste aver bisogno di più pangrattato. Aumentate le quantità in proporzione). Coprite ogni peperone con il proprio coperchio.
Poggiate i peperoni nella teglia, in piedi, condite ancora con un filo d'olio e salate leggermente.
Fate cuocere in forno ben caldo per il tempo necessario affinché i peperoni risultino morbidi e leggermente abbrustoliti.

Come vedete, come sempre, è una ricetta molto facile e molto veloce. E' un piatto senza stagione, soprattutto ora che la verdura non ha più un suo calendario specifico. Certo, banale dirlo, comprate sempre verdura di stagione, che appaga meglio naso e bocca.
Questo è un'ottimo piatto anche in estate, magari freddo, magari un'ottima idea per un picnic, e perché no? per il vostro ferragosto in spiaggia. Sì, lo so, con una digestione simile potreste fare il bagno dopo ore e ore, ma...chissenefrega! Scoprite quanto sono buoni sotto l'ombrellone. I vicini dapprima vi guarderanno con disprezzo, poi vi prenderanno in giro. Ma piano piano la curiosità, poi l'invidia striscerà sotto il loro ombrellone. E scoppieranno, quando scopriranno che da bravi romani, avrete portato in spiaggia anche il pollo coi peperoni...
Buon appetito!


ps: Avete visto il nuovo logo? E' bellissimo, creato apposta per il blog da fra Fabio, mio confratello, grande designer e blogger. Date un'occhiata: al suo Frateweb, seguitelo su Facebook  e su Twitter @frateweb. Non ve ne pentirete!


venerdì 3 febbraio 2012

Zuppa di broccoletti e fagioli



Vabbè, che faccia freddo l'abbiamo capito chiaramente, visto che lo stanno dicendo in tutte le salse e, sopratutto, basta mettere il naso fuori di casa per accorgersene. La domanda che resta da farci è: "Come provvedere?", cosa possiamo inventarci in cucina per affrontare tutto questo? E' fuori dubbio che ci sono dei piatti che gridano la loro presenza sulla tavola, quando le temperature scendono. E allora vai con le polente, da queste parti con salsicce e spuntature di maiale; un bel brodino di pollo o di gallina, che fa sempre la sua porca figura, seguito dal bollito stesso.
A casa mia, una ricetta che scalda sempre cuore, mente e...panza, è la zuppa di broccoletti. E' ottima, semplice, con qualche accortezza può essere leggera. Vediamo un pò di cosa sto parlando, visto che ho appena finito di prepararla per il pranzo:


Ingredienti per 4/6 persone:

1 kg abbondante di broccoletti romani puliti;
3 confezioni di borlotti in scatola (si possono usare ovviamente secchi, o freschi quando si può, ma così è più veloce ed altrettanto buona);
Un barattolo di salsa di pomodoro;
Battuto per il soffritto di cipolla, sedano, carota;
Peperoncino;
Olio, sale e pepe.


Preparazione:

Si inizia preparando una normale pasta e fagioli: si fanno soffriggere le verdure in poco olio e peperoncino (anche molto se piace), si buttano 2 delle tre scatole di fagioli, ben scolati, e si lasciano insaporire.
Si aggiunge poi la salsa di pomodoro, acqua, e si lascia cuocere il tutto per 10 minuti.
A questo punto si aggiungono i broccoletti romani ben puliti e lavati, e tagliati grossolanamente. si copre la pentola avendo cura di girare le verdure spesso, perché almeno all'inizio appassiscano e perdano di volume.
Quando le verdure sono ben appassite ed amalgamate ai fagioli, salate, pepate, aggiungete se c'è bisogno altra acqua e portate la zuppa a cottura, controllando la cottura dei broccoletti.
Quando vi renderete conto che mancheranno pochi minuti, buttate dentro l'ultimo barattolo di fagioli, con il liquido di conservazioni. Fatelo per avere dei fagioli più consistenti nella zuppa, visto che i precedenti ormai saranno quasi completamente sciolti e diventati l'ottima cremina che caratterizza la zuppa!
na volta pronta, servitela immediatamente, fumante, in scodelle sul cui fondo avrete adagiato fette alte di pagnotta seri (intendo Lariano, Cori...bella crosta spessa e mollica soda). Mettete un filo d'olio buono, e se volete altro pepe. Mangiate, mangiate, mangiate e riscaldatevi, che qua, il freddo, non accenna a diminuire!
Fatemi sapere cosa ne pensate, buon appetito!