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domenica 3 febbraio 2013

Barchette di patate con bacon e panna acida




La ricetta di oggi viene dagli Usa, ed è una delle cose mangerecce che più mi fa sentire la nostalgia degli States. In realtà sono molte le cose, a partire dagli onion rings come side dishes, o i fantastici pomodori verdi fritti, che mi riportano laggiù, ma chi è stato almeno una volta in un qualsiasi posto degli Stati Uniti sa bene che non c'è B-B-Q o piatto di carne in ristorante che non venga accompagnato dalle skin potatoes.
E' una ricetta semplice, che ha il vantaggio, per chi è pigro come me, di non dover pelare le patate prima della preparazione. Bisogna scegliere delle ottime patate, sode, regolari e di dimensioni medio/piccole. Anzicchè pelarle si passano velocemente sotto l'acqua, e poi si asciugano con un panno ruvido, che aiuterà anche a pulirne per bene le bucce. Ma vediamo come prepararle:


Ingredienti per 4 persone

6 patate medie. se si devono comprare apposta, quelle rosse sono ottime
1 etto di bacon affumicato a fette (ma vanno benissimo i classici cubetti)
1 tazza di panna acida
Erba cipollina
Olio evo, sale e pepe.


Preparazione

Innanzitutto pulite per bene le patate come scritto sopra. Poi mettetele in una pentola capiente, coperte di acqua fredda salata e portare a bollore. Dopo 10 minuti scolatele e lasciatele raffreddare.

Una volta raffreddate, tagliatele con cura a metà nel senso della lunghezza, e con un cucchiaino svuotatele leggermente di un pò della polpa, per ottenere delle barchette.
Condite queste barchette con poco olio, che avrete cura di fare aderire bene in tutto il fondo. 
In una terrina mescolate la polpa delle patate scartata, schiacciata con una forchetta, il bacon precedentemente passato a dorare in una padella, la panna acida, l'erba cipollina. Salate e pepate.

Farcite ogni barchetta con questo composto ed infornate a forno bel caldo (180°-200°) per circa 15 minuti, avendo cura di bucare una patata per verificare che sia cotta bene.

Potete anche spargere dell'edamer grattugiato sulle patate; in questo caso aspetterete che il formaggio sia fuso e inizi a dorare.
Guarnite con prezzemolo se volete (io non lo farei mai!) e servite caldissime.

E sapete che vi dico, non credo sia neanche un pasto troppo grasso. Sì, vabbè, non è leggero, ma il bacon si fa sgrassare prima (ed è comunque pochissimo), e la panna acida si può anche comprare lowfat.
E comunque sono buone buone buone, e sono sempre i sensi di colpa, quelli che fanno ingrassare!
Buon appetito!


sabato 4 febbraio 2012

Pasta e patate





La via di casa mia, 4 feb 2012
Se qualcuno non lo avesse capito, a Roma è nevicato. Ma proprio neve neve, non quei quattro fiocchetti ormai annuali che fanno affacciare i bambini alla finestra. No, neve, che ha sepolto tutto e tutti, con la sua magia bianca. Stamattina non c'erano rumori, la luce era ovattata, la situazione surreale.
I prati lungo la Casilina
Surreale anche per la gente, che come al solito si è divisa fra catastrofisti e sognatori. I primi impegnati, come diceva il poeta "a stramaledire le donne, il tempo ed il governo"; i secondi, invece, a passeggiare con la testa fra le nubi, ad ammirare quella tela bianca che per una volta era la periferia. Non sono mancati gli eccentrici: uscendo verso le undici, mi sono trovato davanti marito e moglie, sui 65-70, in salopette da sci e doposci (almeno non erano quelli pelosi), che forse cercavano gli impianti di risalita per raggiungere Torbellamonaca...; poco più là, su un prato al bordo della Casilina, un signore attempato faceva sci di fondo! Non sto scherzando. Io di mio, che come al solito sono meteopatico al contrario, ho vissuto un momento di gloria con questo freddo ed il cielo plumbeo. Non so che farci, l'inverno mi attiva il metabolismo. 
Resta il fatto che il freddo è freddo, e anche stasera per cena, corro ai ripari almeno culinari: una bella e fumante pasta e patate rasserena lo spirito, il cuore, riscalda; e dopo tante spezie mi riporta a giocare sul terreno nazionale. Vediamo come l'ho preparata, semplicissimo:


Ingredienti per 6 persone:

500 gr di cannolicchi piccoli;
5/6 grosse patate;
1/2 cipolla;
Rosmarino (facoltativo);
2 dadi da cucina;
Olio e pepe;
Parmigiano.


Preparazione:

C'è poco da dire sul come preparare questa delizia invernale: bisogna innanzitutto (maddai!) pelare le patate, e tagliarle a cubetti piccoli.
In una pentola capiente, con un filo d'olio, si buttano le patate; la mezza cipolla fatta a pezzi (se piace potete metterne tranquillamente di più); se piace un rametto di rosmarino (o un cucchiaio scarso di aghi secchi);
Dopo qualche minuto aggiungete acqua necessaria per la minestra, due dadi da cucina, olio d'oliva e portate il tutto ad ebollizione, a fuoco lento e coperto. La cottura a fuoco lento permette alle patate di rilasciare gradualmente il loro sapore, le loro sostanze e l'amido nell'acqua; è più lenta ma più efficace.
Tutto quello che c'era da fare, per buona parte del tempo, è fatto. Bisogna attendere che le patate siano ben cotte, che si sfaldino facilmente. Quando la cottura è a questo punto, tirate su una buona metà dei cubetti di patate, scolateli e in una scodella schiacciateli con il dorso di una forchetta. Una volta ottenuta la purea, riversatela nella minestra, mescolate e fate cuocere per altri 2-3 minuti.
A questo punto, se è l'ora di cena, buttate i cannolicchi, e quando sono pronti versate la minestra nelle scodelle, profumando tutto con pepe macinato fresco e un filo d'olio. Potete, a vostro gusto, aggiungere una bella manciata di parmigiano, o, per i più coraggiosi, di pecorino grattugiato al momento.

Roma, 4 feb 2012
Il problema di sfangare l'inverno, come vedete, non esiste. Basta sapere che ci sono le armi giuste per queste temperature polari, e chissà che non rimpiangiate questi piatti col caldo, aspettando un altro inverno per una profumata pasta e patate! Perchè tanto, "un altro inverno, tornerà domani".
 Buon appetito.

mercoledì 11 gennaio 2012

Un tuffo nel (mio) passato culinario: Cape Cod Claw Chowder

Non sono stato sempre innamorato (ed in senso esclusivo non lo sono neanche ora), dei viaggi in Medioriente: un paio di vite fa la mia meta preferita erano gli Stati Uniti, che ho avuto la fortuna di visitare diverse volte, e dove tornerei, se ne avessi l'occasione, domani mattina!
Una veduta di Chatham
Una delle più belle vacanze negli States è stata la New England Fall 2003, una decina di giorni che ho passato con sei amici favolosi in un cottage ad East Falmouth, Cape Cod, Massachusset. Era il classico sogno di una vita, quello di passare l'autunno nel New England cercando di rincorrere le foreste che diventavano rosse per il foliage ( e purtroppo un autunno particolarmente caldo ce lo ha impedito). Ma foliage o no, quella vacanza è stata un sogno. Per me abituato all'America della West Coast, passare finalmente ad una costa più calma, più elegante, storica, non sembrava reale. Boston e tutta la sua zona è molto europea, ma con il plusvalore di panorami mozzafiato fatti di campagne e di baie nascoste, di distese di spiagge fredde e di porti dove il pesce la fa da padrone.
Io e i miei amici mangiamo Lobster Chowder
a Martha's Vineyard
Ed è proprio da questi porti, e da questo pesce, che vi do la ricetta di oggi, uno dei piatti più caratteristici delle coste americane: il Clam Chowder. Questa zuppa a base di vongole, patate e bacon, si trova in molte varianti un pò in ogni posto di mare (eccezionale quella di san Francisco, preparata con granchio e servita in una bowl di pane che si mangia alla fine della zuppa), e viene consumata sia nei ristoranti, che in comodi bicchieri mentre si sta in giro. Vi giuro, da provare assolutamente. Quella che vi posto è la classica, originaria proprio della bellissima penisola a sud di Boston chiamata Cape Cod (Capo merluzzo, tanto per rimanere in tema), famosa per essere la residenza preferita dei Kennedy.


Ingredienti per 6 persone:


  • 4 etti circa di vongole (ovviamente con le vongole fresche, magari lupini, il risultato è eccellente. ma per un risultato comunque buono, ma molto, molto più veloce, potete usare le vongole in barattolo, di quelle conservate nel loro liquido, che pure servirà);
  • 2 fette di bacon tagliate alte;
  • 4 patate medie pelate e fatte a cubetti;
  • 1/2 tazza di cipolla tritata;
  • 2 tazze e 1/2 di latte;
  • 1 tazza di panna light
  • 3 cucchiai di farina;
  • 1 cucchiaino di salsa Worchestershire
  • sale e pepe macinato fresco.
Se usate le vongole fresche, fatele aprire, coperte in un pentola, solo con un filo d'olio, dopo di che sgusciatele, tagliatele grossolanamente, mettetele da parte, conservando il liquido di cottura dopo averlo filtrato; se usate le vongole in barattolo, scolatele conservando il liquido e tagliatele sempre grossolanamente.
Aggiungete al liquido delle vongole tanta acqua necessaria a raggiungere la quantità di due tazze.
In una padella, fate dorare il bacon fatto a cubetti, levatelo dalla padella e conservatelo.
Nella stessa padella mettete il liquido delle vongole, le patate a cubetti e la cipolla, e cucinate coperti per 15 minuti circa, o comunque finché le patate non siano tenere.
Aggiungete le vongole, 2 tazze di latte e la panna light.
Mescolate la rimanente 1/2 tazza di latte con la farina, ed aggiungete alla zuppa.
Cucinate mescolando finché la zuppa non sobbolla; a questo punto cuocete per un altro minuto.
Aggiungete la salsa Worchestershire, sale e pepe macinato fresco, e servite la zuppa bella calda, ricoperta col bacon e se volete con crostini di pane.

Vedrete, non rimarrete delusi da quella che è una delle mie ricette di mare preferite! I profumi si mescolano con delicatezza, nessuno supera l'altro. Questa zuppa è un miracolo di equilibrio.


Liam McGuire canta "Carrighfergus"
B-B-Q Ribs al Liam McGuire's

Se poi riusciste a mangiarla proprio sulle coste del New England sarebbe perfetto! Se andata a Cape Cod, non dimenticate di fare un salto al Liam McGuire's Pub di Falmouth, ottimo locale, con ottima cucina del luogo, tra cui proprio il Clam Chawder (ma io proverei i loro carciofi, e le fantastiche B-B-Q ribs, che io adoro e che divoro in foto). E spesso, come vedete in foto, Liam canta bellissime ballate celtiche per intrattenere i suoi ospiti. In una delle nostre serate cantò "Carrighfergus", una ballad che mi fa sempre sognare, e che vi lascio in regalo, nella versione che Loreena McKennitt ha inciso nel 1985 nel suo album "Elemental". 
Che dire, sono riuscito a convincervi a prenotare un volo per il New England?

martedì 10 gennaio 2012

Ri-ripartiamo, con una idea speciale per lo za'atar!

Ogni volta che vedo l'icona del mio blog penso a quanti tradimenti su tutti i buoni propositi fatti!
Il problema sono i mille cambiamenti che si sono succeduti nella mia vita, nuova casa, nuovo fraternità, nuovi impegni, nuovo...tutto!
Ad aggiungere danno a lesioni gravi, come tutte le brave persone ciccione, da ieri sono a dieta. "E che ci fai allora qui?", direte voi. "Sublimo!" Chiaro! Non credo sia una coincidenza il mio riapparire qui e la mia dieta in cui posso mangiare solo cose a cui non sono intollerante (io, l'intollerante per eccellenza), e che, ahimè, sono molte e tutte buone. La cosa bella di questo regime alimentare, è che dei cibi che tollero posso mangiarne quanti ne voglio, e allora mi devo sbizzarrire, e fantasticare in spezie e condimenti.
Per questo ieri sera mi è venuta in mente una cosa ottima: Fondere due mie passioni, il pollo ed il medioriente, entrambi tollerabilissimi, e così ho pensato di condire tre cosce di pollo con lo za'atar. Come, non sapete cosè lo za'atar? E' una miscela di spezie, principalmente a base di timo, sesamo e sale, ma ogni famiglia, ogni gruppo etnico ha la sua ricetta speciale. Ed ecco così apparire nello za'atar origano, cumino, finocchio, maggiorana...
Elbabour, the galilee mill, Nazareth

Un pezzo di pane pita bagnato in ottimo olio d'oliva, e poi poggiato su una ciotola di za'atar secco, è uno spuntino classicissimo in medioriente, i palestinesi lo considerano il loro piatto tipico, con hummus ed olive.

Se fate un viaggio da quelle parti, dovete assolutamente assaggiarlo, e sopratutto parlare con chi lo vende, che, a meno che non sia il solito negozietto da turisti di suq, sa sicuramente raccontarvi la storia del suo za'atar di famiglia. Per esempio, se andate a Nazareth (un giorno vi racconterò la Nazareth culinaria), una visita a Elbabour, il più antico e famoso mulino della Galilea, oggi negozio dai mille profumi, dove comprare ottima frutta secca e sopratutto quattro diversi tipi di za'atar è assolutamente d'obbligo!
Detto questo, non ho ricette da darvi, ma semplicemente dirvi che il pollo, "massaggiato" con dello za'atar, e messo a cuocere su un letto di patate (za'atar anche su queste!), è veramente buono. La leggera salatura della miscela fa si che non si debba aggiungere altro sale, e le molte erbe in essa compensano benissimo, esaltando il sapore del pollo e delle patate. Se riuscite a preoccuparvi un pò di za'atar provate, e ditemi cosa ne pensate.