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martedì 4 settembre 2012

Dalla Terra Santa, il Muskhan


Il rientro si sa, non è mai facile. Sopratutto se tra una cosa e l'altra si è lasciata casa e la quotidianità quasi due mesi prima! La soluzione è buttarsi subito a capofitto in ciò che si fa abitualmente, e far finta che poco o niente sia successo nel mentre. Io divorato dai sensi di colpa per il lungo abbandono di queste pagine riparto dal blog, così unisco capra e cavoli (si potranno stufare insieme, capra e cavoli?).
E riparto portando qui un pò dei profumi della mai estate: dal 10 al 17 agosto ho accompagnato un gruppo di 22 persone in Terra Santa; un viaggio come sempre bellissimo, che coinvolge mente, cuore e spirito. Io cerco sempre di far coinvolgere anche anso e bocca, perché solo mangiando ed assaggiando mentre si gira, si può tornare a casa con la sicurezza di aver davvero conosciuto un posto. E così porto i miei pellegrini nei posti dove so che potranno provare le specialità di una terra così distante da noi, ma che rappresenta le radici di tutti.
I dolci di Maroun's Sweet a Nazareth

E allora a Nazareth non inizia bene un pellegrinaggio, se non si assaggiano i deliziosi kunafeh di Mahroum's Sweet, la miglior pasticceria del paese; sono dei quadrati di formaggio fresco alla vaniglia, ricoperti da uno strato coloratissimo di vermicelli fritti. Oppure, visto che eravamo in pieno Ramadam, i dolci tipici di questo periodo, i Katayef, frittelle farcite di formaggio di capra e noci, con cannella, ricoperte da sciroppo di geranio. Le migliori sembra siano da Diwan Hasaraya, che Lonely Planet dice essere la migliore tavola di Nazareth, ma io lì non le ho mai provate. Fatemi sapere voi... 

Il Tishreen, Nazareth
Ma io comunque, preferisco il salato, sempre! e questa volta ho dovuto contenermi per i ritmi serrati del pellegrinaggio. Voglio lasciarvi qui la ricetta di un tipico piatto palestinese, il Muskhan, o Muhammar, come lo chiamano in uno dei migliori locali di Nazareth, il Tishreen (assolutamente da visitare!).
E' un pane, che ovviamente dovrebbe essere Taboun, il tipico pane palestinese fatto con il caratteristico forno d'argilla, ricoperto di cipolle e pollo. E' speziato e profuma di oriente, grazia al sommacco, spezia dal bellissimo color porpora, un pò difficile da trovare in Italia, anche se conosciuta col nome di sommacco siciliano. E' lei che conferisce alle cipolle e a tutta la preparazione il tipico gusto acidulo. Detto questo, vediamo come preparare il Muskhan:


Ingredienti per 4/6 persone:

Pasta da pane o pizza (la quantità dipende da voi, dalla fame e dal forno. Potete fare anche piccoli Muskhan, uno per ogni commensale)
1 grande pollo tagliato
5/6 cipolle
aromi per bollire il pollo (carota, sedano, alloro, cipolla...)
2 cucchiai di sommacco
mandorle e/o pinoli tostati

Preparazione:

Iniziate con il bollire il pollo a pezzi in acqua salata, nella quale avrete aggiunto gli odori. Qualche minuto prima che sia cotto, spegnete il fuoco e scolate i pezzi di pollo. Non utilizzeremo il brodo per questa ricetta, quindi...riciclate, riciclate, riciclate!

Mate dorare le cipolle tagliate a strisce in molto olio. Dovranno essere appena croccanti ma non abbrustolite, appena colorate ma non ancora marroni.
Prima che le cipolle brucino o si inizino a sfaldare, levatele dal fuoco. Mettete nella padella il summacco e mescolate bene.

Nella padella dove avete cotto le cipolle fate dorare il pollo lesso da tutti i lati.

Usate l'olio rimasto della cottura delle cipolle e del pollo per ungere bene la teglia da pizza che userete. Se necessario aggiungete altro olio. Stendete bene la pasta.

Allestite ora la pizza: stendete un ricco strato di cipolle e sommacco, adagiate sopra i pezzi di pollo, aggiungete sul pollo altre poche cipolle speziate. Infornate il tutto per circa 10 minuti, finché la pasta sia cotta e croccante.

Tirate fuori la pizza dal forno, cospargete con le mandorle e i pinoli ben tostati e servite la pizza molto calda.


La preparazione sembra particolarmente complicata ma non lo è. certo, è un adattamento abbastanza fedele, ma mai come l'originale, sopratutto (o forse solo), per la differenza del pane taboun, la vera specialità del Muskhan. Non vi resta che viaggiare, e visitare quelle terre meravigliose (quando volete, io vi guido, lo sapete...). 
Amigo Emil, nel quartiere cristiano di Gerusalemme
E magari assaggiate un Muskhan originale per le vie del suq di Gerusalemme, magari da Amigo Emil che lo prepara eccezionale! Provare per credere!







Ed ora, compreso nel prezzo, qualche ricordo del pellegrinaggio di agosto:

Nazareth, la basilica dell'Annunciazione

Nazareth, la grotta dell'Annunciazione

Il lago di Tiberiade

Io al lago

Il deserto di Giuda

La Santa Gerusalemme

Il Getsemani

Il Santo Sepolcro

L'altra faccia del pellegrinaggio

Betlemme, basilica della Natività

Il monte degli ulivi

L'ultima cena

Il saluto a Gerusalemme dai tetti





ps: Io non l''ho ancora mai preparato qui a casa, anche se ho comprato il sommaco. Ho usato la ricetta che mi ha dato un ristoratore di Nablus, in Samaria. Per il momento ringrazio gli autori delle foto che ho rubato in giro per la rete, appena possibile le sostituisco con le mie.



venerdì 23 marzo 2012

Pollo all'americana


Per la ricetta di oggi dobbiamo ringraziare una lettrice del blog, che poi sarebbe mia cugina Gloria, giusto per rimanere in famiglia. Gloria ha risposto all'appello di inviarmi delle ricette buone e sopratutto sperimentate, inviando questo deliziosissimo pollo all'americana.
Tra le mille cose che condividiamo, la passione per l'America è una delle più forti. Lei c'è stata qualche volta più di me, ed occhio e croce continuerà ad andarci. Quindi ogni cosa che possa sapere, anche lontanamente, di America, attira immediatamente la nostra attenzione; sia esso il Baseball, un bel Whopper di Burgher King (che a differenza del Mc ancora sa di carne, e di USA), un B-B-Q serio, una serata Tex-Mex.
La ricetta è semplice, e sembra veloce. E poi al pollo non si dice mai di no. Vediamo un pò:


Ingredienti per 4 persone:

1 kg di pollo (cosce e sovracosce come dice Gloria, ma anche petto di pollo tagliato a pepite)
il succo di 2 limoni
2 spicchi d'aglio divisi a metà (o se vi piace il sapore più intenso, tritatelo o schiacciatelo)
4 bei cucchiai di grana
prezzemolo tritato (ma io odio il prezzemolo e lo sostituisco con del profumato basilico)
olio (io forse azzarderei anche dei fiocchetti di burro per la teglia...)
sale e pepe
pangrattato


Preparazione

Il segreto, vista la semplicità della ricetta, sta nella marinata: bisogna far marinare il pollo negli ingredienti, limone, aglio, grana, basilico, olio, sale e pepe. Decidete prima se eliminare o meno la pelle. Io solitamente, sopratutto per le cosce, faccio così: stacco la pelle lasciandola attaccata alla fine, massaggio la marinata sulla carne e rimetto la pelle a posto. In cottura si evita il rischio che la carne asciughi troppo. Comunque decidiate di fare, più marina in questo composto, meglio è. Gloria suggerisce di lasciarlo riposare almeno due ore.
Una volta trascorso il periodo della marinatura, bisogna scolare i pezzi di pollo, ma non asciugarli troppo bene, perché la marinatura permetta al pangrattato di attaccarsi.
Passate poi, appunto, i pezzi di pollo nel pangrattato, disponeteli in una teglia con carta forno in un unico strato ed infornate in forno già bello caldo a 200° per mezz'ora.
Quando il pollo è colorito e leggermente abbrustolito, il gioco è fatto!

Questa volta opinioni, complimenti e critiche fateli su queste pagine direttamente a Gloria. E ricordate, se avete ricette e volete vederle pubblicate (e ovviamente non avete un vostro blog!), inviatele ben dettagliate (ingredienti, tempi di cottura, magari anche foto) a lacenanellafrateria@gmail.com
Potrete vederle anche voi sul mio blog!

Buon appetito, e pace e bene!


                                                                                                                                ps: la foto è presa da http://irecetasdecocina.es

martedì 10 gennaio 2012

Ri-ripartiamo, con una idea speciale per lo za'atar!

Ogni volta che vedo l'icona del mio blog penso a quanti tradimenti su tutti i buoni propositi fatti!
Il problema sono i mille cambiamenti che si sono succeduti nella mia vita, nuova casa, nuovo fraternità, nuovi impegni, nuovo...tutto!
Ad aggiungere danno a lesioni gravi, come tutte le brave persone ciccione, da ieri sono a dieta. "E che ci fai allora qui?", direte voi. "Sublimo!" Chiaro! Non credo sia una coincidenza il mio riapparire qui e la mia dieta in cui posso mangiare solo cose a cui non sono intollerante (io, l'intollerante per eccellenza), e che, ahimè, sono molte e tutte buone. La cosa bella di questo regime alimentare, è che dei cibi che tollero posso mangiarne quanti ne voglio, e allora mi devo sbizzarrire, e fantasticare in spezie e condimenti.
Per questo ieri sera mi è venuta in mente una cosa ottima: Fondere due mie passioni, il pollo ed il medioriente, entrambi tollerabilissimi, e così ho pensato di condire tre cosce di pollo con lo za'atar. Come, non sapete cosè lo za'atar? E' una miscela di spezie, principalmente a base di timo, sesamo e sale, ma ogni famiglia, ogni gruppo etnico ha la sua ricetta speciale. Ed ecco così apparire nello za'atar origano, cumino, finocchio, maggiorana...
Elbabour, the galilee mill, Nazareth

Un pezzo di pane pita bagnato in ottimo olio d'oliva, e poi poggiato su una ciotola di za'atar secco, è uno spuntino classicissimo in medioriente, i palestinesi lo considerano il loro piatto tipico, con hummus ed olive.

Se fate un viaggio da quelle parti, dovete assolutamente assaggiarlo, e sopratutto parlare con chi lo vende, che, a meno che non sia il solito negozietto da turisti di suq, sa sicuramente raccontarvi la storia del suo za'atar di famiglia. Per esempio, se andate a Nazareth (un giorno vi racconterò la Nazareth culinaria), una visita a Elbabour, il più antico e famoso mulino della Galilea, oggi negozio dai mille profumi, dove comprare ottima frutta secca e sopratutto quattro diversi tipi di za'atar è assolutamente d'obbligo!
Detto questo, non ho ricette da darvi, ma semplicemente dirvi che il pollo, "massaggiato" con dello za'atar, e messo a cuocere su un letto di patate (za'atar anche su queste!), è veramente buono. La leggera salatura della miscela fa si che non si debba aggiungere altro sale, e le molte erbe in essa compensano benissimo, esaltando il sapore del pollo e delle patate. Se riuscite a preoccuparvi un pò di za'atar provate, e ditemi cosa ne pensate.